Archivio per ‘Musica’
Stai visualizzando gli archivi per Musica.
Stai visualizzando gli archivi per Musica.
Si apre il sipario.
Le luci volteggiano sul palco e illuminano i volti degli spettatori che sono in trepidante attesa.
La musica parte. E si distingue la Sua sagoma inconfondibile.
Quasi sembra Lui.
Ha le Sue movenze. I Suoi vestiti. La Sua voce.
Quello sembra proprio Freddie Mercury!
Sono Nadia, vengo da Ischia e ho 23 anni. Sapete che significa?
Che quando Freddie è morto avevo solo 4 anni. E se aprite il mio cassetto dentro ci troverete un biglietto per un qualunque concerto dei Queen a cui non sia mai potuta andare. Avrei voluto vivere quell’emozione dal vivo, acclamarli nella folla. Avrei voluto rispondere ai suoi “ deedo deedo deero “.
E sebbene il mio sogno sia irrealizzabile, sabato sera ho trascorso una serata strepitosa al Teatro Mediterraneo, dove i Queen of Bulsara si sono esibiti in un bellerrimo Tributo alla Regina.
Per chi non lo sapesse i Queen of Bulsara sono la tributeband campana ufficiale dei Queen, composta da Vincenzo Castello ( voce ), Stefano Di Meglio ( basso ), Roberto May ( chitarra ), Salvio Schiano ( tastiera ) e Ottavio Liguori ( batteria ).
Loro non hanno la pretesa di sostituire, ma lo scopo di celebrare la memoria della storica rockband. E oramai è da qualche anno che suonano nei locali, nei pub e fanno soldout al teatro.
Impeccabili nella scelta dei costumi, nell’esecuzione dei brani, sia nella parte strumentale che vocale. Divertentissimo l’ingresso di Vincenzo Castello, travestito da donna e armato di aspirapolvere come Freddie nel video de “ I want to break free “. Commovente l’interpretazione di Innunendo che per un attimo mi ha fatto sperare che avessero riesumato Farrokh Bulsara, visto che era impossibile una tale somiglianza su un pezzo difficile come quello.
Vi consiglio, qualora dovessero replicare lo spettacolo, di affrettarvi a comprare i biglietti. Ma solo se amate i Queen. Solo se come me e tutti quelli che erano al teatro non riuscite a stare ai vostri posti. Solo se ci provate inizialmente e poi in un crescendo sempre più devastante finite a pogare su “Bohemian Rapsody”. Perchè se siete come quel coglione seduto davanti a me che dormiva, potete starvene anche a casa.
God save THE QUEEN!
San Remo è finito.
Non è un gran sollievo visto che non sarà l’ultimo. Ci saranno ancora tanti lunedì, inaspettati inviti a matrimoni a cui non vogliamo andare e innumerevoli volte in cui giureremo alla tazza di un bagno a caso che non berremo più.
Puntualmente ogni anno dici che non lo vedrai ma finisci per guardare la prima puntata. Ti riprometti di ascoltare le canzoni e di non ipnotizzarti su trucco, parrucco e mise. Ma i concorrenti continuano a sfidare il buongusto. Persino quello di Gianni Morandi.
Poi guardi la puntata in cui c’è Benigni perchè sai che ne vale la pena.
Sono i giorni a seguire il problema. Sono tutti i link condivisi da gente che è solita condividere aforismi di Fabio Volo ed Oscar Wilde ( quest’ultimo si starà sicuramente rivoltando nella tomba ).
E poi ci sono i cerebrolesi che parlano di cachet.
“ Benigni predica bene e razzola male. “ “ Prima fa il comunista e poi prende 250.000 euro. “
Ci terrei a precisare che ‘comunista’ oltre a non significare quello che erroneamente si pensa oggi, non significa nemmeno “ Sono un povero coglione e qui ci vengo gratis “.
Stiamo parlando di un artista, di un artista valido, che può piacere o non può piacere. Il suo scopo è quello di aumentare lo share di una trasmissione che muove milioni di euro. Può non valere 250.000 euro, ma lamentiamoci piuttosto del cachet della Canalis il cui curriculum può vantare un paio di sculettate a Striscia la Notizia e una sfilza di amanti da far venire i complessi di inferiorità al letto di Putin. E poi sinceramente se è servito a far capire agli italiani che l’inno recita “ Stringiamci a coorte “, per me son soldi ben spesi.
Il signor Umberto Bossi – e abuso anche della parola ‘ Signore’ – si chiede dove siano i perbenisti che pagano il canone. Caro Umberto, di che cazzo mi devo lamentare se Roberto Benigni mi garba? Sono costretta a pagare un servizio anche se decido di non usufrirne, inoltre oramai il Signor Masi, – scusate la recidività -decide cosa mi piace o non mi piace. E mo’ mi vuoi togliare l’unica cosa decente che si è vista in un San Remo pessimo. Ma va a ciapà i rat!
Poi la notizia che Roberto Benigni ha devoluto in beneficienza l’intero cachet non è servita a zittire tutti. Anche se non condivido personalmente la scelta di Benigni, ma resta un gesto opinabile.
Quindi ho deciso di ripagare gli italiani a cui “ questo comizio è costato 250.000 euro “ con un omaggio.
Vorrei riproporvi un’esegesi.
Faccio concorrenza al buon Roberto proponendovi un artista futuristico post-contemporaneo.
Un giovane oramai già affermato che sguazza nel mondo di merda che dipinge.
Sir Fabri Fibra.
Il motivetto “ Tranneee teee “ è talmente stupido che per qualche strano motivo ti resta in testa fino a lobotomizzartela. Dopo aver guardato il videoclip pensavo che niente avrebbe potuto più sconvolgermi. Invece poi ho deciso di ascoltare le parole. Poi pensando di non aver capito ho cercato il testo su Google.
E’ di una profondità che lascia senza parole. La stessa profondità di “ Deep throat” per intenderci “.
Dal testo di Fabri Fibra.
Esegesi di Nadia Buono.
“Rap futuristico a
Rap futuristico o
Rap futuristico e “
Fabri Fibra scopre le vocali. Queste reiette lettere cui nessuno prima di MIke Bongiorno aveva dato importanza. Qui l’autore prende coscienza di come un semplice vocalizzo possa farti sembrare un complesso idiota.
“Ma cos’è sta paranoia
Aspetta fammi fare
Dai facci ballare
Lo fanno tutti tranne te (Cosa?)
dai fibra caccia un po di
rap futuristico
Ok! ”
Con questo omaggio ermetico il Fibra ci mostra un’adulazione dei propri proseliti, assecondando la loro voglia di dimenarsi a suon di Rap Futuristico. Quanti significati nascondono due parole che insieme non ci azzeccano un cazzo. Il Rap. Il futurimo. No proprio non riesco a trovare un nesso. Ma chi sono io per smentire la vena artistica del genio.
“Rap futuristico A B
Rap futuristico Ab Ab Ab AB
Rap futuristico Fa Bri
Rap futuristico fabri fabri fabri fabri
Rap turubistico B A
Speperteristico fibra fibra fibra fibra
Speperefistico C D
Rap futuristico “.
Questa è la mia strofa preferita. Questa strofa racchiude tutto. Non a caso pare sia il ritornello.
In questa strofa troviamo un tocco d’algebra, rime baciate, rime alternate. Il tutto a sanare un dualismo tra Scienza e Umanesimo turubistica.
“Anche se tutti ballano
tanne te “
Riecheggiano le parole ‘ tranne ‘ e ‘ te ‘, quasi a voler ricordare una totalità parmenidea di cui tu non farai parte neanche se lo paghi. Il Fabri tratta un’importantissima tematica sociale, ma non ha capito ancora quale. Ed è per questo che in una sola strofa racchiude le più attuali problematiche sociali “.
“E il tuo drink sembra quasi un te “ Il riscaldamento globale.
“E un motivo sotto sotto c’è c’è c’è “ La paura dell’individuo di denunciare gli abusi.
“Tu vuoi lei (tu vuoi lei) “ Passo.
“Si ma lei ha gia un marito che “ L’adulterio.
“Che ti cerca immagina il perchè “ Omaggio a Sakineh.
“C’è una festa siamo in 103
3 mila e 33 tranne te” Il Bunga Bunga e l’ira del PD che non vi partecipa.
“Rap futuristico
tranne te tra me e te tranne te
tranne te tra me e te tranne te
Rap futuristico
tranne te tra me e te tranne te
tranne te tra me e te tranne te
tranne te tra me e te tranne te tranne te “
Qui, quella che sembra una crisi d’identità, è in realtà il PD che fa chiarezza sugli invitati al Bunga Bunga.
“Rap futuristico A B
Rap futuristico Ab Ab Ab AB
Rap futuristico Fa Bri
Rap futuristico fabri fabri fabri fabri
Rap turubistico B A
Speperteristico fibra fibra fibra fibra
Speperefistico C D
Rap futuristico cd cd cd cd “
Qui abbiamo una leggera variazione del ritornello con l’introduzione di un’ulteriore denuncia, ‘stavolta alla crisi delle case discografiche.
“D’estate lavorano tutti perchè
tutti lavorano tranne te
questo pezzo piace a tutti com’è
tutti lo cantano tranne te
La vita che sogni è tutta un pacco
Come in tv affari tuoi
E come la verginità
d’un tratto prima la perdi poi la rivuoi
qui c’è la musica e tu non balli
tu parli parli parli
easy rider sopra un harley
con la maglia di bob marley
le mie rime la gente le mima
ma dopo tutto sono meglio di prima
lo spettacolo è finto di brutto
hanno tutti capito il trucco
tranne te tranne te “
Qui è stato capace di non dire un cazzo, peggio che nelle altre strofe. Pare sia un omaggio a Vasco Rossi.
“Rap futuristico
tranne te tra me e te tranne te
tranne te tra me e te tranne te
Rap futuristico
tranne te tra me e te tranne te
tranne te tra me e te tranne te
tranne te tranne te tranne te tranne te “
“se tu sei bella e bionda grida ooooooooooooooh
se tu sei bella e mora grida oooooooooooooh
se tu sei fidanzata grida ooooooooooooh
se non sei fidanzata grida oooooooooooh “
Non importa il proprio aspetto. Non importa la propria situazione sentimentale. Non importa la pigmentazione della vostra capigliatura. L’importante è urlare “ ooooooooooh “.
“ Rap futuristico hey “. Licenza poetica.
“Oh oui oui se le medellin
quasi quasi faccio rap in francese
mi fa piu elegante cantante
tira su le mani se anche tu c’hai l’amante “
Non basta rompere il cazzo in italiano.
“ Nella pista c’è fibra a palla
è il mio ragazzo guarda come balla
a 12 anni a contare le stelle
a 30 anni a contare le parcelle “.
…a 74 a prendere le pasticchelle.
“nella testa ho mille particelle “ …
“di notte sogno mille porcelle” Ogni subconscio ha i sogni che si merita.
“mi regalano le tagliatelle
quando mi vedono a Trl “
Ma potevi fare diecimila rime. Mi staccano le bretelle, mi si azzeccano come le patelle. Poi forse c’è qualche aneddoto che fortunatamente ignoro.
“di politica non sono l’esperto”
Maddai.
“ma dicono l’italia sara presto un deserto
tra 20 anni saremmo tutti quanti emmigrati a San Tropez
tranne te “
San Tropez, per ovvie ragioni lettararie, pare sia la futura meta degli emigranti in cerca di salvezza. Come se uno nel deserto andasse in cerca esclusivamente di una Coca Cola light.
“Rap futuristico
tranne te tra me e te tranne te
tranne te tra me e te tranne te
tranne te tra me e te tranne te
tranne te
Rap futuristico
tranne te tra me e te tranne te
tranne te tra me e te tranne te
tranne te tra me e te tranne te
tranne te
se tu sei bella e bionda grida ooooooooooooooh
se tu sei bella e mora grida oooooooooooooh
se tu sei fidanzata grida ooooooooooooh
se non sei fidanzata grida oooooooooooh
rap futuristico
rap futuristico
rap futuristico
rap futuristico “.
F.
Si accettano offerte da 5 euro da evolvere in beneficienza al primo bar fornito di Tennent’s.

Signori, era da tanto che io e tanti altri amanti del rock italiano aspettavano questo momento: i Litfiba, storica band new wave fiorentina, dopo dieci lunghi anni sono tornati insieme! Dopo giorni di voci finalmente oggi è arrivata la conferma ufficiale della band tramite il loro sito ufficiale.
I contatti tra Ghigo Renzulli e Piero Pelù sono nati tramite una collaborazione su un brano, “Sole nero”, che sarebbe dovuto essere pubblicato sul prossimo album solista di quest’ultimo. Uscita che sembra oggi estremamente improbabile. Inoltre, subito sono state rese note le prime date di un tour che precederà la pubblicazione di un album, che forse sarà già pubblicato a giugno 2010: Milano, Roma, Firenze e Acireale, sono solo le prime date di un tour che partirà a metà aprile e continuerà per tutta l’estate.
I new waver italiani, dopo anni di successi segnati da pietre miliari del rock italiano, come “17 re” e “Terremoto”, erano caduti letteralmente nel dimenticatoio, e solo i fan più veri hanno continuato a seguire i due loro membri più importanti. Ma la delusione era molta: Pelù impegnato in una “neutra” carriera solista, che troppo spesso strizzava l’occhio a sound eccessivamente melodici e commerciali, Renzulli invece portava avanti la storica band solo nel nome, infatti quanto a qualità la produzione lasciava estrememente a desiderare, date le palesi poche idee negli album e cantanti brutta copia del Pelù. Ma ora, si è tornati al 1999!
Insomma, le speranze di tanti fan sono state esaudite perchè, come dicevano gli Elio e le storie tese in una canzone che auspicava la loro reunion: “la scena del musicale s’è impoverita fin dal vostro scisma”!