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Forse pochi di voi sanno che esiste una federazione internazionale calcistica, chiamata NF-Board (New Federations Board), che cerca di riunire tutte le associazioni calcistiche nel mondo escluse dalla FIFA. Oggi questa federazione comprende 33 federazioni membre ufficiali (ma ha un potenziale enorme) e ha già organizzato tre edizioni della Coppa del mondo VIVA, il massimo trofeo per questo tipo di selezioni, ed a maggio nell’isola di Gozo avrà luogo la quarta edizione.
Si pensi che questa federazione comprende popoli oggi dimenticati e calpestati, come il Sahara Occidentale, Tibet, Somaliland, Chagos, e Cecenia, tra gli altri. L’obiettivo, sinceramente, è molto interessante ed ammirevole. Finchè si ammettono come membri affiliati nazioni riconosciute dall’ONU, dipendenze, popoli senza stato riconosciuti dall’UNPO, stati non riconosciuti, regioni autonome o ordinarie, isole e minoranze linguistiche, non si può non essere entusiasti di un’iniziativa del genere.

Ma scorrendo la lista dei membri affiliati alla NF-Board, si ritrovano anche delle notevoli anomalie: Padania, Due Sicilie, Sealand e Saugeais. Allora mi chiedo: cosa c’entrano con quelle sopra citate fantomatici presunti popoli basati sul nulla (Padania), nazioni scomparse (Due Sicilie), e addirittura micronazioni (Sealand)? Se si ammettono questo tipo di entità, non riconosciute da nessuna organizzazione competente (come l’UNPO), allora la credibilità dell’associazione e dell’iniziativa calano. Voci, e qualche sospetto, portano a trovare le ragioni di queste strane inclusioni nel vitale supporto logistico e finanziario che alcune di queste associazioni forniscono alla NF-Board, prima fra tutte la “nostra” Padania.
Mi rendo conto dell’enorme difficoltà in cui si muove la NF-Board, sia politica (si pensi alle polemiche cinesi ad ogni match giocato dalla rappresentativa del Tibet) che finanziaria (ho collaborato per un periodo con loro, e quindi vi posso assicurare che trovare sponsor per eventi del genere è molto difficile, e di conseguenza il budget a disposizione è limitatissimo), ma credo che la chiave per la soluzione di questi problemi non possa essere questa. Anzi, proprio il tema e i soggetti internazionali coinvolti dovrebbero portare ad avere coerenza e pazienza, proprio per non delegittimare se stessi, gli altri membri affiliati ed il gran lavoro svolto. Sulla lunga distanza sono convinto che questa strategia paghi di più.
Ieri in Sudafrica si sono svolti i sorteggi dei gironi per i prossimi mondiali di calcio, ben conditi da una passerella di volti noti del “pallone”. Evitando di commentare la passerella, andiamo subito ad analizzare le situazioni determinatesi nei gironi.
Per noi italiani il sorteggio è andato più che bene. Infatti, il Gruppo F appare il più semplice sulla carta. La Nuova Zelanda non appare per nulla temibile, e nonostante la buona qualità di Paraguay e Slovacchia, l’Italia non dovrebbe avere problemi a passare il turno, almeno si spera!
Il Gruppo A, invece, a mio avviso appare molto equilibrato: Messico, Francia e Uruguay appaiono più o meno sullo stesso piano, e sorprese potrebbero arrivare dal Sudafrica che giocando in casa potrebbe livellare la sua prestazione alle “compagne” di gruppo, tanto più se si pensa che la nazione organizzatrice ha sempre passato la prima fase in tutte le precedenti edizioni del mondiale.
Nel Gruppo B, la sensazione è che, anche se non splende, l’Argentina di Maradona non dovrebbe avere problemi a passare il turno. Mentre tra Nigeria, Corea del Sud e Grecia sarà guerra aperta, con gli africani di poco più favoriti.
Nel Gruppo C, il discorso appare analogo: sicuri del passaggio per la rivelazione Inghilterra, le altre forze, Algeria, USA e Slovenia, appaiono tutto sommato livellate. Si potrebbe appena propendere di più per gli USA alla luce della bella prestazione alla Confederations Cup del giugno scorso, ma nulla di più.
Tutto sommato equilibrato appare anche il Gruppo D, ma con Germania e Serbia, sicuramente più accreditate al passaggio del turno, e Australia, ma soprattutto Ghana, pericolose mine vaganti del girone.
A mio avviso scontato è invece l’esito del Gruppo E alla luce delle partite di qualificazione. Danimarca e Olanda sono apparse come delle vere macchine da gol durante tutte le partite di qualificazione, e pare proprio che Camerun e Giappone, mediocri durante la fase di qualificazione, non possano far nulla per contrastarle. Inoltre, va segnalato che siamo combinati con questo girone per quanto riguarda gli ottavi.
Certo appare il passaggio del turno della favorita Spagna nel Gruppo H, con Cile, Svizzera e Honduras a contendersi l’altro posto utile per passare il turno; sul quale i miei dubbi cadono su un ottimo Cile ed una sorprendente Svizzera.
Infine, tutt’altro che banale sarà l’esito del Gruppo G, vero “gruppo di ferro” del torneo. Qui troviamo l’eterno favorito Brasile, il blasonato Portogallo di Ronaldo, la solida Costa D’Avorio di Drogba, e la sorprendente Corea del Nord. E qui, sono certo che assisteremo a grandi match e di sicuro a qualche sorpresa nella classificazione finale del girone.
Insomma, appare un mondiale frizzante quello che vedremo dal giugno prossimo in Sudafrica, anche considerando il fatto che per gli ottavi i gruppi sono combinati in coppia A-B, C-D, E-F, G-H, che propongono potenzialmente grandi sfide. Detto questo, ora non ci resta veramente solo che aspettare.
Tutto è pronto per la Coppa del Mondo 2010, la prima in Africa. Proprio stanotte si sono conosciuti i nomi di tutte le 32 nazioni che prenderanno parte alla diciannovesima edizione del torneo programmato per l’11 giugno 2010 in Sud Africa.
Le nazionali qualificate sono:
- Asia: Giappone, Australia, Corea del Sud, Corea del Nord.
- Africa: Camerun, Sud Africa, Algeria, Costa d’Avorio, Nigeria, Ghana.
- Europa: Slovacchia, Slovenia, Italia, Francia, Inghilterra, Spagna, Portogallo, Serbia, Germania, Olanda, Grecia, Danimarca, Svizzera.
- America del Sud: Uruguay, Brasile, Argentina, Cile, Paraguay.
- America del Nord: Usa, Messico, Honduras.
- Oceania: Nuova Zelanda.
Come si vede, parteciperanno tutte le nazioni che hanno vinto la coppa nelle precedenti edizioni e le esclusioni autorevoli sono molto poche, a differenza di come in alcuni momenti della fase di qualificazione si potesse pensare.
In Africa ha colpito l’eliminazione dell’Egitto campione in carica africano (le qualificazioni mondiali per loro sono incredibilmente stregate), che ha perso lo spareggio ad alta tensione con l’Algeria che torna ai mondiali dopo 24 anni, e quella della Tunisia, a favore della Nigeria, che ha letteralmente buttato al vento la qualificazione nell’ultima giornata.
In Asia colpisce l’assenza dell’Arabia Saudita eliminata dal Bahrain, dell’Iran e dei campioni d’Asia dell’Iraq, eliminati addirittura alla terza fase di qualificazione su quattro. Ma ciò che colpisce di più è sicuramente la qualificazione della politicamente controversa Corea del Nord, che torna al mondiale dopo ben 54 anni (partecipazione rimasta scolpita nella mente di noi italiani).
In Sud America, invece, nonostante un girone estremamente incerto fino all’ultima giornata, si sono qualificate tutte le nazionali storiche, compreso l’Uruguay due volte campione del mondo, qualificato in ritardo rispetto alle altre battendo il Costa Rica nel play-off intercontinentale.
In Nord America, niente da segnalare, a parte la già citata eliminazione del Costa Rica e il ritorno dell’Honduras dopo 28 anni di assenza dalla competizione.
In Oceania, le novità invece ci sono: per la prima volta due nazioni geograficamente oceaniche vanno al mondiale, l’Australia (che però dal 2006 si qualifica nei gironi asiatici) e la Nuova Zelanda, che ha vinto a sorpresa lo spareggio intercontinentale col Bahrain tornando ai mondiali dopo 28 anni, mostrando il notevole miglioramento di qualità della zona geografica meno evoluta calcisticamente.
Infine, in Europa, le escluse di lusso sono ben poche: la Svezia di Ibrahimovic, l’Ungheria lontanissima dagli antichi splendori, la Repubblica Ceca, la Russia di Hiddink eliminata allo spareggio dalla Slovenia, la Turchia e la Croazia.

(In verde le nazioni partecipanti)
A differenza di quanto accade di consueto le nazioni esordienti alla fase finale non sono molte, anzi è solo una: la Slovacchia (tra l’altro solo per le statistiche FIFA, dato che ha partecipato ben 8 volte come Cecoslovacchia).
L’Italia sarà ovviamente presente, anche col consueto “toto-convocazioni” che ci accompagnerà fino a giugno, e, oltre che con i tanti stranieri della Serie A delle altre nazionali, anche sulla panchina inglese con Capello, che ha letteralmente svegliato i leoni inglesi dopo anni di sonno. Non ci sarà invece il Trap, eliminato ai play-off contro la Francia. Peccato, avrebbe meritato la qualificazione con la sua tenace Irlanda, a maggior ragione guardando il gol decisivo di Gallas macchiato da un fallo di mano di Henry durante i supplementari.
Comunque la domanda parte spontanea: chi sono i favoriti per la vittoria finale? Con tutti i dovuti dubbi del caso, mi sbilancio a favore di Spagna, Inghilterra e Brasile, e non includo l’Italia perché, come sempre, non è che splenda particolarmente, ma non si può mai sapere! Va detto che comunque mai nessuna squadra europea ha vinto un mondiale disputato fuori dall’Europa…sarà la volta buona?
L’ansia sale in attesa di giugno…e non ci resta che aspettare il 4 dicembre per conoscere la composizione dei gironi, e quindi i primi avversari e i primi grandi scontri!